Il periodo di comporto è il limite massimo di assenze per malattia oltre il quale l’azienda può arrivare al licenziamento: durante questo periodo il lavoratore conserva il posto e il datore non può recedere (salvo giusta causa), ma la tutela non è illimitata perché la durata è fissata in gran parte dai Ccnl. L’avvocato Antonella Lo Sinno, managing partner di Daverio&Florio, sottolinea che, una volta superato il comporto, il licenziamento è possibile, ma il calcolo delle assenze va verificato con attenzione perché alcune giornate possono non essere computate e i contratti collettivi spesso prevedono garanzie aggiuntive. In presenza di disabilità, inoltre, entrano in gioco gli obblighi antidiscriminatori e gli “accomodamenti ragionevoli”, che possono incidere sulla gestione del comporto e sulla legittimità del recesso.

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